No al velo integrale, la mozione depositata a Udine

A Udine depositata la mozione sul no al velo integrale.

E’ stata depositata a Udine, primo comune del Friuli-Venezia Giulia, la mozione sul “no al velo integrale”. L’iniziativa della Lega che coinvolge tutti i livelli di governo: dall’Europa, dove Cisint ha scritto al Commissario per l’Eguaglianza per chiedere una norma uniforme per tutti i Paesi UE, a Roma, dove il gruppo del Carroccio ha depositato una proposta di legge, fino alla Regione, dove il capogruppo Calligaris ha ricalcato il testo depositato alla Camera con un’iniziativa legislativa. 

 Ora la proposta, che afferma come “sia necessario intervenire per porre fine a quella che si ritiene una pratica ignobile per uno Stato di diritto come l’Italia, che su questo punto è in ritardo rispetto a tanti altri Paesi europei come Francia, Belgio, Austria, Svizzera e Danimarca”, prende la forma di mozione e chiede al Consiglio Comunale di Udine di appoggiare quella che Cisint definisce “una battaglia contro la sottomissione della nostra Costituzione a chi vede le donne solo come oggetti sessuali”. 

I contenuti della mozione.

 La mozione della Lega chiede alla Giunta di sostenere e comunicare al Consiglio Regionale e al Parlamento il proprio appoggio alle proposte di legge nazionali e regionali “al fine di adottare iniziative legislative volte a introdurre misure che vietino l’utilizzo del velo integrale, come burqa e niqab, nonché qualsiasi altra forma di occultamento del volto nei luoghi e negli edifici pubblici, con particolare attenzione alle strutture scolastiche e sanitarie” e di “integrare nel proprio regolamento comunale il divieto di accesso ai luoghi pubblici di proprietà dell’Ente per chiunque abbia il volto coperto”. 

 “Se vogliamo che l’Italia abbia un futuro, dobbiamo agire subito – sostiene l’Europarlamentare –. Non è possibile che l’islamizzazione integralista entri nelle nostre scuole, come nel caso di Monfalcone citato nella mozione. Serve intervenire, perché ad oggi abbiamo una lacuna normativa determinata dal superamento della legge 152/1975, che attraverso il ‘giustificato motivo’ previsto dalla norma stessa fornisce un alibi per permettere l’uso del velo integrale. Per questo oggi c’è bisogno di una nuova norma di carattere nazionale e serve il supporto del territorio. Lavorerò con il mio partito affinché questa mozione sia presente in tutti i Comuni della Regione”.