Aumento dell’Irpef a Udine, si accende la polemica: durissime le opposizioni

L’aumento dell’irpef a Udine ha scatenato nuove critiche dalle opposizioni.

Ora che è effettivamente in vigore, l’aumento dell’Irpef a Udine torna a scatenare polemiche e dure critiche da parte delle opposizioni.

Con la busta paga di gennaio infatti molti udinesi hanno potuto notare l’applicazione completa delle nuove aliquote Irpef a Udine decise dalla giunta comunale guidata dal sindaco Alberto Felice De Toni. Dopo anni di stabilità, l’addizionale comunale, che fino al 2023 era ferma allo 0,2%, ha subito un deciso rialzo, con effetti diretti soprattutto sul ceto medio.

Le nuove aliquote Irpef a Udine.

L’esenzione si amplia e interesserà chi guadagna meno di 15.000 euro annui. Tuttavia, per i lavoratori con redditi superiori a questa soglia, l’impatto è stato evidente già nel primo stipendio del 2025. Le nuove aliquote dell’addizionale irpef sono lo 0,6% per redditi imponibili fino a 28.000 euro, 0,7% fino a 50.000 euro e 0,8% per redditi superiori a 50.000 euro.

Le critiche delle opposizioni.

Vidoni: “Altro che Robin Hood”.

Durissimo il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Luca Onorio Vidoni, ha espresso un duro attacco alla giunta: “Altro che Robin Hood! Qui ci troviamo di fronte a un vero Tax Sindic. Il Sindaco De Toni e l’Assessore ai tributi Arcella, abbiano il coraggio di assumersi la piena responsabilità delle proprie scelte, che stanno penalizzando in modo pesantissimo i cittadini udinesi. E smettano di prenderli in giro con la favola del salvataggio dei meno abbienti. La realtà è che hanno alzato le tasse a tutti, colpendo soprattutto il ceto medio e condannando Udine a diventare la capitale delle imposte più salate d’Italia”.

Vidoni ha poi proseguito: “Uno dei principali de-meriti per cui verrà ricordata l’attuale giunta è proprio quello di aver ritoccato verso l’alto ogni possibile voce: dall’Irpef comunale, ferma allo 0,2 da anni (mai toccata né da sindaci di centrodestra né da sindaci di centrosinistra), passando per la Tari e per l’istituzione dell’imposta di soggiorno. Il risultato è che Udine, già in evidente calo negli indicatori nazionali di qualità della vita, rischia di perdere ulteriormente posizioni a causa di questa voracità fiscale. Il Sindaco De Toni che puntava a essere ricordato come l’Happy Sindic resterà invece alla storia come il Tax Sindic“.

“La giunta ora sta cercando di mascherare la stangata presentandosi come un Robin Hood qualunque, ma la verità sui numeri è un’altra: il ceto medio, che a Udine comprende oltre il 60% della popolazione, è il primo a dover subire un aggravio fiscale di centinaia di euro annui, mentre le fasce di reddito più basse ricevono un beneficio talmente irrisorio da non giustificare affatto questa batosta. Di Robin Hood non c’è proprio nulla. L’eroe della foresta di Sherwood rubava ai ricchi per dare ai poveri, qui invece si aumenta la pressione fiscale su tutti i fronti, senza peraltro chiarire con precisione dove verranno investite queste nuove entrate”.

Laudicina:

Anche Francesca Laudicina, capogruppo della Lega Salvini Premier Udine, critica l’aumento. “Spero che Robin Hood non sia stato come il prof. De Toni perché il sindaco con la sua manovra tributaria non ha portato via nulla ai ricchi (a cui non interessa nulla di uno 0,8%) ma ha massacrato quei poveri contribuenti udinesi che costituiscono il ceto medio. Il vanto di aver esentato il 35% dei cittadini si può facilmente smentire: buona parte di questi erano già esentati o perché privi di reddito o perché possessori di altri redditi o persino di rendite, magari finanziarie, che non sono soggette ad IRPEF ma ad imposte sostitutive”.

Quanto vale l’esenzione in termini concreti? 600.000,00 euro su un totale di gettito di 11, 5 milioni, credo che chi legge sappia fare da solo le sue deduzioni – continua Laudicina – . Aggiungo, dopo tutte le richieste sindacali fatte in questi ultimi anni ad ogni governo (di destra ma anche di sinistra) di abbassare il cuneo fiscale il Robin Hood de noantri cosa fa? Lo aumenta vanificando ogni sforzo fatto a livello centrale. Gli aumenti non si fanno perché tutti i Comuni hanno l’addizionale o perché hanno fatto aumenti, come dice l’assessore ai Tributi dott.ssa Arcella, si fanno per coprire reali necessità.

“Questo sindaco, e non dimentichiamo la sua maggioranza, ha invece prima ingigantito le entrate (+ 8,5 milioni di euro ogni anno) e poi ha adeguato la spesa. Tutti sappiamo che quando c’è tanta abbondanza il rischio è quello dello spreco, inutile fare proclami sugli investimenti perché sono in linea con l’amministrazione precedente che non aveva aumentato alcunché. Il salario reale diminuisce e le tasse a Udine aumentano vorticosamente, presto ci sarà la Tari che segna un aumento complessivo nel biennio 2024-2025 del 10%. Che dire? Giudichino i contribuenti udinesi se questa manovra fiscale è una mossa da gentiluomini”, conclude il Capogruppo Lega Salvini Premier Udine.

Antonella Eloisa Gatta: “Risparmi esigui per pochi, rincari pesanti per molti”.

Critica anche la presidente del Gruppo Misto-Costruire Futuro di Udine, Antonella Eloisa Gatta: “Il sindaco continua a ripetere che il 37% degli udinesi non paga l’addizionale, ma deve anche aggiungere che gran parte di loro non la pagava neanche prima (reddito imponibile fino a 8.000 euro). Ai rimanenti 10.000 udinesi il sindaco ha fatto risparmiare 30 euro all’anno, ovvero 3 euro al mese o 10 centesimi al giorno. Non credo che siamo di fronte a chissà quale miglioria per il 37% degli udinesi”.

Secondo Gatta, gli aumenti più considerevoli colpiscono oltre il 30% della popolazione, in particolare quelle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori: “Parliamo di due dipendenti pubblici, infermieri, poliziotti, insomma di tutte quelle persone che lavorano onestamente per portare avanti il carrozzone e che alla fine si ritrovano con 200 o 400 euro in meno all’anno in busta paga. E questi sono fatti”.

Gatta non risparmia critiche anche sul fronte dei servizi e degli investimenti: “Il sindaco De Toni dice che l’aumento è servito per migliorare i servizi e cambiare il volto della città, ma dimentica gli asili nido esternalizzati a favore di cooperative, le strade disastrate, i marciapiedi abbandonati e la sicurezza della città ai minimi storici“. Inoltre, evidenzia la scarsa coerenza politica della maggioranza: “Azione, Italia Viva, PD, dove sono? Siamo stati gli unici ad alzare la voce e infatti siamo usciti dalla maggioranza per coerenza verso gli elettori”.