Danieli aveva chiesto i nomi dei firmatari della petizione contro l’acciaieria.
Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar rigettando il ricorso con cui la Danieli spa aveva chiesto di avere i nomi dei firmatari della petizione contro l’acciaieria di San Giorgio di Nogaro. Se il Tribunale amministrativo del Fvg aveva dato ragione alla società, infatti, nella sentenza del CdS prevale invece la tutela alla privacy.
La vicenda della petizione contro l’acciaieria.
Cittadini, comitati, categorie economiche e diversi sindaci – in particolare quelli dei comuni della Riviera a vocazione turistica – avevano espresso la loro netta opposizione alla costruzione del grande impianto siderurgico in Aussa Corno, sollevando timori per le possibili conseguenze sull’ambiente lagunare e sull’economia legata al turismo. A sostegno della protesta era stata lanciata una petizione popolare, che ha raccolto circa 22mila firme formalmente riconosciute, consegnate successivamente alla Regione.
La Danieli, l’azienda proponente dell’impianto, aveva chiesto al Consiglio regionale l’accesso all’elenco dei sottoscrittori. L’assemblea legislativa, però, aveva respinto la richiesta invocando la tutela della privacy. L’azienda aveva quindi presentato ricorso al Tar, che aveva stabilito che la società avesse diritto all’accesso ai nominativi.
La sentenza del Consiglio di Stato.
A quella sentenza del Tar, si erano opposti Furio Honsell, Marino Visintin e Paolo De Toni che si erano appellati all’ente superiore, il quale, accogliendo diverse motivazioni del ricorso presentato dai tre, ha rigettato quello originario della società Danieli.
“In definitiva – cita la sentenza -, la sottoscrizione di una petizione pubblica non comporta la rinuncia a tenere protetti e riservati i propri dati personali né equivale a rendere manifestamente pubblici i propri dati personali. A ciò va aggiunto, come già evidenziato, che la sottoscrizione di una petizione pubblica può rivelare un’opinione o, comunque, una posizione politica, per cui i relativi dati personali assumono il valore di dati sensibili“.
Il commento.
“Riteniamo questa vittoria molto importante perché tutela il diritto ad esprimere il proprio dissenso a scelte di politica industriale, senza dover subire minacce di ritorsione o rivalsa da parte dei potenti contro- interessati. È una vittoria per chi ritiene una priorità la qualità dell’ambiente. È una vittoria per chi, mosso da slancio civile, potrà finalmente dormire sonni tranquilli. Siamo molto riconoscenti all’Avv. Carlo Monai, autentico vincitore legale, che grazie alle sue qualità ha saputo fare valere queste ragioni. Ammiriamo l’Avv. Monai che è sempre solidale con i più deboli.”
Così Furio Honsell, a cui si aggiungono Marino Visintini e Paolo De Toni: “Esprimiamo disapprovazione per il comportamento tenuto dalla Giunta Fedriga che non ha avuto il coraggio di difendere il diritto di opinione di oltre 22mila propri cittadini abbandonandoli a potenziali gravi rivalse, qualora fossero stati rivelati i loro nomi”.