Impianto a biometano tra Tavagnacco e Pagnacco: il caso finisce in Regione

L’interrogazione presentata da Simona Liguori: “I cittadini non possono essere lasciati soli”

Dopo le forti preoccupazioni emerse nelle scorse settimane sul progetto di un impianto a biometano tra i Comuni di Tavagnacco e Pagnacco, arriva un’interrogazione alla Giunta regionale per fare chiarezza su eventuali ricadute sulla qualità della vita degli abitanti nelle zone limitrofe .

A presentarla è Simona Liguori, consigliere regionale del gruppo Patto per l’Autonomia – Civica Fvg, che chiede alla Giunta se l’Azienda Sanitaria sia stata coinvolta formalmente nel processo autorizzativo, quali valutazioni abbia espresso in merito agli impatti sanitari e ambientali, e se siano previsti strumenti di monitoraggio costante nel caso in cui il progetto andasse avantiNon si può parlare di transizione ecologica senza prima costruire fiducia e condivisione – si legge nel testo –. Quando i cittadini si sentono esclusi e percepiscono rischi per la loro salute e la qualità della vita, è dovere delle istituzioni ascoltare e rispondere con strumenti adeguati.”

L’incontro pubblico e le proteste dei cittadini.

La sollecitazione arriva anche dopo l’incontro pubblico tenutosi il 25 marzo in cui la popolazione ha espresso una netta contrarietà alla collocazione scelta per l’impianto, ritenuta inadeguata per via delle criticità legate a odori, viabilità, impatto sul paesaggio e sul valore degli immobili.

“Le comunità locali non possono essere lasciate sole a gestire tensioni e conflitti generati da scelte percepite come calate dall’alto” afferma Liguori. L’iniziativa si inserisce nel dibattito più ampio sulla necessità di governare con equilibrio la transizione energetica, evitando che la spinta verso le rinnovabili si traduca in progetti che, pur tecnicamente validi, finiscono per creare divisioni sui territori.