Addio Vanni Persello, storico gestore della discoteca La Grotta

Il Friuli piange la scomparsa di Vanni Persello, storico gestore della discoteca La Grotta di Artegna, un locale che ha segnato intere generazioni di giovani.

La Grotta di Artegna non è stata solo una discoteca, ma un vero e proprio simbolo della movida friulana. Il percorso di questo tempio del divertimento iniziò negli anni ’60 con un locale nel centro di Artegna, per poi spostarsi lungo la statale dopo il terremoto del 1976. Sotto la guida di Persello, La Grotta divenne un luogo unico, in cui la musica si fondeva con un’ambientazione spettacolare: dalla console a forma di disco volante ai castelli medievali, dai draghi sputafuoco alle fontane danzanti. Ogni dettaglio era studiato per rendere ogni serata un’esperienza magica e irripetibile.

Negli ultimi anni, il testimone era passato al figlio Andrea, che aveva continuato a mantenere viva l’eredità del padre, facendo della Grotta un punto di riferimento per gli amanti della musica e del divertimento.

Il cordoglio del Friuli.

La notizia della scomparsa di Persello ha scosso profondamente chi lo ha conosciuto e apprezzato nel corso degli anni. Tantissime le testimonianze di affetto e riconoscenza, soprattutto da parte di chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui.

“Un titolare, un amico, un fratello maggiore, un esempio”, scrivono i suoi amici e i suoi ex clienti sui social, ricordandolo con affetto. La sua capacità di ascoltare, di essere sempre gentile, mai scontato, ha fatto di lui un punto di riferimento per chi cercava più di una semplice serata di svago. Per tanti, La Grotta non era solo un posto dove ballare, ma un rifugio, un luogo dove fare nuove amicizie, scoprire se stessi e vivere momenti che rimarranno per sempre nei ricordi.

“Grazie per avermi fatto vivere gli anni più belli alla Grotta”, scrive un ex frequentatore del locale. “Hai creato qualcosa di unico, un ricordo indelebile che ha segnato la nostra giovinezza, ci ha dato la possibilità di divertirci, di stare insieme, di essere spensierati”. Parole che testimoniano quanto il locale, e soprattutto la figura di Persello, abbiano inciso nel cuore di una generazione che ora lo saluta con affetto.