In Friuli Venezia Giulia sono 147mila le persone a rischio povertà

I dati della Cgia di Mestre sul rischio povertà.

Il rischio povertà colpisce duro anche in Friuli Venezia Giulia, ma è tra i lavoratori autonomi che la situazione appare più drammatica in tutta Italia. A lanciare l’allarme è l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che evidenzia come la fragilità economica delle partite Iva abbia raggiunto livelli preoccupanti.

Secondo i dati in Friuli Venezia Giulia sono 147mila le persone a rischio povertà o esclusione sociale, con un’incidenza del 12,4%. Anche se il Friuli Venezia Giulia si posiziona tra le regioni italiane più virtuose, l’allarme resta alto soprattutto tra le famiglie guidate da un lavoratore autonomo. Per loro il rischio di indigenza è nettamente superiore rispetto a quelle con un lavoratore dipendente. A livello nazionale, si parla del 22,7% contro il 14,8%.

Non si tratta di una semplice percezione, ma di una tendenza ormai consolidata nel tempo: negli ultimi 20 anni il reddito reale degli autonomi è crollato del 30%, mentre quello dei dipendenti ha subito una flessione più contenuta, pari all’8%. I pensionati, invece, hanno mantenuto un livello reddituale pressoché stabile. Un divario che ha eroso il potere d’acquisto e la qualità della vita di milioni di partite Iva, costrette spesso a operare in condizioni precarie, senza tutele né ammortizzatori sociali.

Il rischio povertà, va ricordato, non si misura solo in base al reddito dichiarato – su cui pesano spesso sospetti di evasione – ma comprende anche condizioni di grave deprivazione materiale e sociale o bassa intensità lavorativa. E in questo quadro, le partite Iva risultano tra le categorie più esposte.

Più di 5 milioni di autonomi, metà sono forfettari

Secondo le stime, in Italia ci sono oltre 5,1 milioni di lavoratori autonomi, e circa la metà di loro opera in regime forfettario. Si tratta perlopiù di micro-attività senza dipendenti, spesso avviate da giovani, donne o over 50, in particolare nel Sud Italia. Questi lavoratori indipendenti rappresentano una forma di autoimpiego più che un’impresa strutturata, e vivono una realtà fatta di incassi incerti, mancanza di garanzie e fragilità economica cronica.