Medici stranieri negli ospedali: l’Ordine di Udine chiede controlli sui titoli

L’Ordine chiede di poter valutare le qualifiche dei medici extra Ue.

Conclusa la fase più acuta della pandemia e con l’estensione al 2027 della deroga per l’assunzione di medici extracomunitari, l’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Udine interviene per chiedere una regolamentazione più stringente e trasparente sull’ingresso dei professionisti sanitari provenienti da Paesi extraeuropei.

Durante l’emergenza Covid, per rispondere alla carenza di personale sanitario, il Governo e le Regioni hanno aperto alla possibilità di assumere operatori sociosanitari e medici non comunitari con permesso di soggiorno, anche in assenza di iscrizione all’Ordine professionale italiano. Una deroga, introdotta in fase emergenziale, oggi prorogata fino al 2027 (come previsto dalla Delibera Regionale 134/22).

Tuttavia, l’Ordine dei Medici di Udine lancia un allarme sull’assenza di controlli formali sui titoli di studio, sui percorsi formativi e sulle competenze effettive di questi professionisti. “Siamo perfettamente consapevoli della grave carenza di medici negli ospedali – dichiara la presidente dell’Ordine, Anna Maria Bergamin Bracale – ma riteniamo urgente una regolamentazione chiara. L’attuale esercizio in deroga sta di fatto delegittimando il ruolo degli Ordini professionali, che sono enti sussidiari dello Stato.”

Il punto critico, sottolinea l’Ordine, è che gli organi professionali non hanno alcuna possibilità di verifica sull’equivalenza dei titoli e sulla preparazione dei medici stranieri. “Al momento – precisa Bergamin – non c’è nessuna valutazione certa rispetto all’equivalenza dei titoli, al percorso formativo e, soprattutto, non c’è una previsione di iscrizione al nostro Ordine. Tutti i medici iscritti all’Ordine sono tenuti al rispetto del Codice Deontologico e debbono rispondere alla Commissione disciplinare in caso di inosservanza”.

In poche parole, pur apprezzando la professionalità e l’aiuto che può arrivare dall’estero, l’Ordine ritiene inderogabile, passata l’emergenza pandemica, poter avere la facoltà di valutare i medici che arrivano da paesi extraeuropei, in modo da garantire l’ingresso di camici bianchi preparati per assistere i pazienti. “Dobbiamo avere la possibilità di esercitare la nostra funzione di controllo che consente l’esercizio della professione in piena sicurezza, in primo luogo per i pazienti, ma anche per il rispetto dovuto agli stessi professionisti iscritti regolarmente all’Ordine” conclude Bergamin, che riporta il parere di tutto il Consiglio Direttivo.