I dazi introdotti dal Presidente Usa verso l’Europa sono del 20%.
L’introduzione dei dazi del 20% sulle importazioni negli Usa rischia di infliggere un duro colpo all’economia del Friuli Venezia Giulia. Le stime parlano di un possibile danno economico di circa 500 milioni di euro, mettendo in difficoltà numerose aziende, in particolare quelle del settore auto e del vitivinicolo.
Il rischio per il comparto arredo
Il mercato statunitense nel 2023 era diventato il principale sbocco per il settore dell’arredo della regione, ma il presidente del Cluster Arredo FVG, Edi Snaidero, invita a distinguere tra i diversi segmenti del settore: “Per la componentistica, i dazi potrebbero spostare le scelte degli uffici acquisti americani verso fornitori alternativi. Diverso il discorso per il mobile di fascia alta e per il made in Italy, più protetto grazie alla sua identità unica e difficilmente replicabile”. Secondo Snaidero, le aziende devono prepararsi al cambiamento senza attendere passivamente l’evolversi della situazione: “Non possiamo limitarci ad aspettare l’esito di una possibile guerra commerciale, dobbiamo adottare strategie concrete”.
Tra le soluzioni proposte, oltre a un rafforzamento della presenza sui mercati più lontani attraverso il piano regionale “Manifattura 2030”, vi è anche il potenziamento delle strategie commerciali. Alcune grandi aziende già operano con uffici commerciali negli Stati Uniti, una misura tampone che può aiutare a mantenere il posizionamento. Tuttavia, secondo Snaidero, la vera chiave di volta sarà la diversificazione dei mercati: “Oltre agli USA, ci sono opportunità in Asia, Medio Oriente e nei paesi del nord Europa”.
La risposta della Camera di Commercio
Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, sottolinea la necessità di flessibilità e diversificazione: “Monitoreremo l’impatto dei dazi attraverso il nostro Centro Studi. Al momento, lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le aree geografiche. Le dinamiche di mercato e le strategie aziendali comunemente prevalgono su misure protezionistiche di breve periodo”.
“L’export verso gli Stati Uniti e altri mercati-chiave continuerà a essere pilastro essenziale della crescita, grazie alla qualità, all’innovazione e alla capacità di adattarsi ai cambiamenti – continua il presidente dell’ente camerale -. Anche in contesti molto complessi, infatti, il Made in Italy ha dimostrato di mantenere storicamente un forte appeal internazionale e le aziende possono fare leva su strategie di diversificazione, che già stanno mettendo in atto, e sulla robustezza di relazioni commerciali consolidate”.
“Pur restando solidi alcuni tra i principali partner europei – dice il presidente –, ci sono diversi mercati emergenti extra-Ue ad alto potenziale per il Fvg, individuati peraltro anche a livello italiano dal recentissimo Piano d’Azione per l’export del Ministero degli Esteri”. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, Regno Unito e Svizzera registrano un incremento di export del 90% e del 385% tra il 2019 e il 2024, a seguire mercati con quote sì più contenute, ma con incrementi sensibili registrati nell’ultimo quinquennio, come Arabia Saudita (+148%, 2019-2024), Messico (+160%) e Brasile (+113%). “L’export verso gli Usa, pur rimanendo il nostro principale partner commerciale – precisa il presidente Da Pozzo -, nello stesso periodo è invece sceso dell’8,2%“.
Preoccupazioni per il lavoro e le condizioni salariali
La UIL del Friuli Venezia Giulia, attraverso il segretario generale Matteo Zorn, esprime preoccupazione affinché i dazi non diventino una scusa per comprimere ulteriormente i diritti dei lavoratori: “Non vorremmo che l’introduzione di queste tariffe fosse utilizzata dai datori di lavoro per giustificare tagli ai salari e mancati rinnovi contrattuali”.
Zorn punta il dito contro settori come la grande distribuzione e il turismo, che da anni registrano margini di profitto in crescita senza che i lavoratori ne beneficino. Anche l’agroalimentare, che già gode di numerosi incentivi, è sotto osservazione per il rischio di precarizzazione e sfruttamento della manodopera.
Le parole di Massimiliano Fedriga.
Sull’introduzione dei dazi Usa, il Governatore del Fvg Massimiliano Fedriga invita ad agire con razionalità, cercando una negoziazione sulla base di interessi comuni. “I dazi sono un serio problema per l’economia dell’Ue e degli Usa – ha detto -, mi auguro che Italia ed Europa possano sedere ad un tavolo negoziale con l’amministrazione degli Stati Uniti e tutelare il sistema produttivo dei rispettivi continenti, fondamentale per il futuro del lavoro, delle imprese e delle relazioni tra Europa e Usa”.
“Il Friuli Venezia Giulia è tra i maggiori esportatori in Usa – ha continuato -, e quindi l’aumento dei costi, penso al settore enogastronomico, ma non solo, rappresenterebbe un problema importante per la nostra produzione e per i cittadini americani. E’ fondamentale non andare verso una risposta che faccia salire la guerra commerciale: bisogna mantenere sangue freddo e negoziare con serietà individuando una strada di interessi comuni europei e statunitensi. Non agire per ritorsione, ma con razionalità e rispetto per un alleato fondamentale quali sono gli Stati Uniti, ma con la consapevolezza che dobbiamo tutelare il nostro sistema produttivo“.