I vegetali erano in assoluto la base dell’alimentazione, tanto che era locuzione generale cjapâ su di cene, raccogliere (erbe, radicchio) per la cena. Persino il cibo più “lussuoso” in Carnia, i Cjalzons, era in fondo un cibo a base di farine e ripieno di erbe.
I latticini e le uova.
Importantissimi erano anche i latticini, le uova, gli insaccati di maiale. Una certa inventiva nelle combinazioni e nell’aggiunta di aromi, i diversi modi di cottura creavano varianti locali tipiche.
Le tempistiche dei pasti.
I pasti erano ritmati sul lavoro: la “campana da fava” per il pasto di mezzodì, l’Avemaria della sera per la cena. Chi andava in campi lontani riceveva in campagna il pasto recato da un famigliare o si portava un involtino di polenta e formaggio.
Nell’ambito famigliare, i modi di stare a tavola e di distribuire le porzioni sottolineavano le gerarchie interne.