Gli ultimi istanti di vita di Cristian Molnar, Bianca Doros e Patrizia Cormos negli audio delle telefonate effettuate da quest’ultima al Nue 112 e ai vigili del fuoco. Nelle chiamate, effettuate tra le 13.29 e le 13.46, il grido d’allarme e la richiesta disperata di aiuto per una situazione che, pochi istanti dopo, si trasformò in tragedia.
Le ultime telefonate e il disperato appello all’elicottero
La famiglia di Patrizia Cormos ha reso pubbliche le registrazioni delle chiamate effettuate dalla ventenne al Nue 112 e ai Vigili del Fuoco. Si tratta di minuti angoscianti, in cui i tre ragazzi, abbracciati nel tentativo disperato di resistere alla corrente, implorano aiuto. “Mandate un elicottero, l’acqua sta salendo!”, ripetono con crescente disperazione.
La chiamata al Nue 112 è durata undici minuti, sei dei quali trascorsi in attesa. Dall’altro capo del telefono, Patrizia ha cercato di mantenere la calma, nonostante le lacrime della sua amica e le urla disperate di Cristian. “In quanti minuti arrivate?”, ha chiesto con voce tesa. “Siamo a Cividale, ci vuole un po’”, è stata la risposta dell’operatore, che le ha poi chiesto di inviare video, foto e la posizione esatta.
Mentre i soccorsi tardavano, l’angoscia cresceva. L’acqua saliva sempre di più e Patrizia, nel tentativo di mantenere il controllo, ha provato a rassicurare i suoi amici. Poi viene messa in attesa. Sei minuti interminabili, sei minuti in cui la paura diventa terrore, sei minuti in cui il tempo, per loro, si esaurisce.
Disperata, Patrizia decide di riagganciare e richiamare. L’operatore risponde con un tono quasi infastidito: “Ancora la signora del Natisone”. È in quel momento che la giovane sembra perdere ogni speranza. Le sue ultime parole sono un grido d’aiuto che risuona ora come una condanna: “Non abbiamo più tempo, non ce la facciamo più. Solo un elicottero può salvarci”.
La Procura di Udine, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati tre Vigili del Fuoco e un operatore della Sala operativa regionale emergenza sanitaria (Sores). L’obiettivo dell’inchiesta è far luce sulle responsabilità individuali e sistemiche che hanno ritardato l’intervento di salvataggio.