Gli sviluppi delle indagini sull’omicidio a Trieste.
Resta in carcere Erike Podmenich, la triestina di 58 anni accusata dell’omicidio volontario di Isabella Tregnaghi, lo scorso 31 marzo. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Marco Casavecchia, che ha accolto la richiesta della Procura — rappresentata dal procuratore facente funzioni Federico Frezza e dai sostituti Ilaria Iozzi e Andrea La Ganga — respingendo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal difensore dell’indagata, l’avvocato Massimo Scrascia.
Il Gip ha escluso il pericolo di fuga, ma ha disposto la custodia cautelare in carcere riconoscendo il concreto rischio di reiterazione del reato. La donna, che si trova rinchiusa in carcere da lunedì, ha già confessato il delitto.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’indagata avrebbe prima cercato di soffocare la donna con una sciarpa, per poi colpirla mortalmente alla gola con un coltello. I carabinieri l’hanno fermata nel giro di due ore, intercettandola a bordo della sua auto. Durante l’udienza di convalida, la 58enne si è avvalsa della facoltà di non rispondere. A breve, sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Tregnaghi.
Intanto, la Procura ipotizza il coinvolgimento della donna in altri due episodi di furto ai danni di anziani. Le indagini, affidate alla Questura e alla Polizia Locale, sono in corso per fare luce su eventuali responsabilità in questi ulteriori casi.