Dal finto incidente alla richiesta di soldi: l’audio della telefonate truffa e come terrorizzavano gli anziani

telefonate truffa

L’audio delle chiamate che i truffatori facevano agli anziani.

Un’operazione su larga scala condotta dai Carabinieri ha smantellato un’organizzazione criminale dedita alle truffe agli anziani in Friuli Venezia Giulia e in altre regioni del Nord Italia. Dopo un’attenta e lunga indagine, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire nel dettaglio il modus operandi della banda, portando all’arresto di 10 persone e alla denuncia in stato di libertà di altre 29.

Le autorità hanno scoperto almeno 38 episodi di truffa, attraverso i quali i criminali erano riusciti a sottrarre ingenti somme di denaro alle loro vittime, spesso persone sole e vulnerabili. Grazie all’intervento delle forze dell’ordine, sono stati recuperati circa 150.000 euro.

Il modus operandi della banda

L’organizzazione utilizzava una tecnica ormai tristemente nota, ma ancora purtroppo efficace: la cosiddetta “truffa del finto incidente”. I malviventi telefonavano alle vittime, spesso in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, spacciandosi per avvocati, forze dell’ordine o addirittura parenti delle stesse. Con tono allarmante, informavano gli anziani che un loro familiare era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitare gravi conseguenze legali, era necessario pagare immediatamente una somma di denaro.

L’ansia e la paura venivano alimentate ad arte dai truffatori, che fornivano dettagli falsi e pressavano le vittime affinché consegnassero soldi o gioielli a un presunto emissario inviato sul posto. In alcuni casi, le telefonate sono state intercettate e registrate dagli investigatori, confermando la spietata freddezza con cui i criminali agivano.

La scelta della zona e poi la raffica di chiamate.

In sintesi viene individuata una zona da “attaccare” che gli “esattori” ovvero chi preleva le somme dalle vittime, raggiungono nella prima mattinata. In quello stesso momento i “centralinisti” ovvero chi effettivamente effettua la chiamata telefonica, iniziano a battere il territorio effettuando decine di chiamate fino a quando, la malaugurata vittima, non cade nel tranello.

Gli “esattori” nel frattempo attendono indicazioni per raggiungere l’abitazione della vittima, dove prelevano i proventi del reato e facendo rientro alla base a termine giornata o anche immediatamente se un colpo è andato particolarmente bene. Molto spesso ci si è chiesti se sul territorio possano operare dei basisti.

La mancanza di evidenze in questo senso ed il fatto che le varie batterie operino indistintamente in tutta Italia porta a ritenere che questa specifica figura non faccia parte dell’organizzazione. È invece verosimile che la scelta del territorio da “attaccare” sia preceduta da un cospicuo lavoro di raccolta informazioni operato da soggetti altamente specializzati che operano un incrocio fra tutte le notizie personali reperibili in rete tra Banche dati e social network. Particolarmente interessante il fatto che gli “esattori” vengano pagati a giornata, con una somma pari a 150 euro, indipendentemente dall’ammontare raccolto.

L’audio delle telefonate dei truffatori.

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